Recupero Crediti in Svizzera

Il nostro Studio legale ha maturato un'approfondita conoscenza delle disposizioni normative e giurisprudenziali in relazione al recupero crediti in Svizzera nei confronti di persone fisiche o giuridiche residenti/aventi sede in Svizzera, con particolare riferimento alle modalità di notifica, exequatur e successiva esecuzione in Svizzera di sentenza italiana o decreto ingiuntivo italiano.

Per quanto concerne l’esecuzione in Svizzera di sentenze esecutive o decreti ingiuntivi (esecutivi) emessi da un Tribunale italiano si indica di seguito la procedura normalmente adottata:

  1. notifica di un precetto esecutivo svizzero al debitore (persona fisica, società etc.);
  2. exequatur in Svizzera del titolo esecutivo italiano (decreto ingiuntivo, sentenza etc., da produrre in originale unitamente all'Allegato V);
  3. istanza di rigetto definitivo dell'opposizione (se interposta) al precetto esecutivo svizzero;
  4. si procede con l'esecuzione nei confronti del debitore (pignoramento del conto corrente in Svizzera, dello stipendio, di beni in Svizzera, pignoramento mobiliare, pignoramento presso terzi etc.).

Si segnala che nel caso in cui il debitore sia residente in Italia è necessario chiedere il sequestro preventivo dei beni appartenenti al debitore stesso in territorio svizzero (conto corrente, salario, immobili etc.).

E', inoltre, necessario prestare la massima attenzione in relazione alle modalità di notifica degli atti giudiziari italiani in Svizzera; infatti, la Svizzera si è espressamente opposta all’uso sul proprio territorio della trasmissione diretta (alla controparte) degli atti giudiziari tramite posta per cui, al fine di evitare eccezioni in sede di esecuzione in Svizzera, è necessario procedere con le notifiche tramite le autorità centrali cantonali per l'assistenza giudiziaria in materia civile o commerciale (per il Canton Ticino il Tribunale di appello, Rogatorie internazionali, via Pretorio 16, 6901 Lugano). Di seguito link con l’elenco delle autorità giudiziarie svizzere competenti per le notifiche in materia civile o commerciale:

Assistenza giudiziaria Internazionale RHF

In relazione al decreto ingiuntivo italiano da rendere esecutivo in Svizzera, il Tribunale federale svizzero ha definitivamente stabilito che lo stesso costituisce una decisione ai sensi dell’art. 32 Convenzione di Lugano e può, pertanto, essere riconosciuto ed eseguito in Svizzera se è munito della dichiarazione di esecutività, e meglio quella di cui all’art. 647 CPC ITA, apposta per mancata opposizione o per mancata attività dell’opponente, quella di cui agli art. 653 seg. CPC ITA, decretata in caso di rigetto o parziale accoglimento dell’opposizi­o­ne oppure ancora per altri motivi, rispettivamente ancora quella di cui all’art. 648 CPC ITA, rilasciata provvisoriamente in pendenza di un’opposizione.

Si segnala, d’altro canto, che i giudizi supercautelari inaudita altera parte non sono passibili di riconoscimento in base alla Convenzione prima che la procedura nello Stato di origine sia potuta diventare contraddittoria. Ciò vale in particolare per l’ingiunzione del diritto italiano pronunciata ab origine in forma esecutiva secondo l’art. 642 CPC ITA, poiché non soddisfa il requisito del previo contraddittorio anche solo virtuale e non può quindi avvantaggiarsi del sistema della Convenzione di Lugano (con conseguente impossibilità a richiederne l’esecutività in Svizzera).

 

Il recupero del credito in Svizzera può essere schematizzato come segue:

Per quanto concerne la legge applicabile in un recupero crediti transfrontaliero (Italia/Svizzera e Svizzera/Italia), il principio cardine nella determinazione della legge applicabile è quello della libertà di scelta delle parti contraenti, le quali possono scegliere la legge applicabile a tutto il contratto o ad una parte di esso, tramite scelta espressa per iscritto o che risulti in maniera ragionevolmente certa dalle disposizioni contrattuali o dalle circostanze.

In difetto di scelta dei contraenti, si applica sussidiariamente il c.d. principio di prossimità, in base al quale il contratto internazionale è regolato dalla legge del Paese con il quale il contratto presenta il collegamento più stretto, con l’ulteriore possibilità che, se una parte del contratto mostra un collegamento più stretto con un Paese diverso da quello la cui legge regola il resto dell’accordo, tale parte sia disciplinata da una legge diversa da quella applicata al resto dell’accordo. Ad integrazione del principio di prossimità, detta la presunzione secondo cui il contratto ha il collegamento più stretto con il Paese in cui la parte che deve fornire la prestazione caratteristica ha, al momento della conclusione del contratto, la propria residenza (per le persone fisiche) o la propria amministrazione centrale (per le persone giuridiche, società e associazioni). Se la parte che deve fornire la prestazione caratteristica conclude il contratto nell’esercizio della sua attività economica/professionale, allora il Paese da considerare è quello dove si trova la sede principale di tale attività (o se la prestazione deve essere fornita da una sede diversa da quella principale, il Paese è quello ove si trova questa diversa sede).

Per quanto concerne, infine, il foro competente, tornano applicabili le disposizioni normative di cui alla Convezione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale entrata in vigore per la Svizzera il 1 gennaio 2011 (Convenzione di Lugano).

 

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